ALZATI E CAMMINA

copertina

Dal 3 aprile 2014 in libreria
(seconda edizione luglio 2014)

Premio L’Albatros-Città di Palestrina per la letteratura di viaggio 2015

Il libro: QUI

formato ebook: QUI

La pagina facebook
:  QUI

 

I foot-trailer:


Ne hanno parlato
:
28 novembre 2013: L’Espresso
27 febbraio 2014: il cammino
marzo: Il Movimento Lento
19 marzo: Il Gazzettino
27 marzo: il cammino
2 aprile: Il Piccolo
2 aprile: Quotidiano Nazionale
3 aprile: Messaggero Veneto
3 aprile: gianfrancofranchi.com
4 aprile: Bora.La
5 aprile: alessandrabeltrame.it
8 aprile: Telefriuli
9 aprile: Il Movimento Lento
9 aprile: Mountain blog
9 aprile: Radio Capodistria (La Biblioteca di Babele)
11 aprile: Affaritaliani.it
11 aprile: Viversani e belli
14 aprile: El Kanal
16 aprile: Il Piccolo (classifica)
19 aprile: La Voce del Popolo
20 aprile: Radio Capodistria (La Rosa dei Venti)
23 aprile:Il Passero Escursionista
24 aprile: Messaggero Veneto
30 aprile: Il Piccolo (classifica)
aprile: Trieste Artecultura
maggio: Trento Film Festival
1 maggio: Wu Ming Foundation
2 maggio: Radio Rai FVG (Musica in regione)
14 maggio: Radio Rai (Isoradio)
17 maggio: Messaggero Veneto
19 maggio: Il Fatto Quotidiano
23 maggio: La Stampa
24 maggio: Radio Rai Alto Adige (Greenwich)
9 giugno: Il Giornale del Friuli
10 giugno: Messaggero Veneto
12 giugno: La Provincia di Como
20 giugno: Icon/Panorama
25 giugno: Corriere della Sera (Roma)
28 giugno: ind.A.co
16 luglio: Corriere della Sera
17 luglio: Radio Rai FVG (Radio a occhi aperti)
21 luglio: Radio Rai 2 (Miracolo Italiano)
21 luglio: Il Fatto Quotidiano
22 luglio: Il Piccolo
18 agosto: Vía Francígena España
settembre: Mangialibri
17 settembre: La Gazzetta dello Sport
ottobre: Scarp de’ tenis
13 ottobre: La Gazzetta dello Sport (video-intervista  +   facebook)
14 ottobre: Green News
7 novembre: Wired
11 novembre: Il Giornale del Friuli
dicembre: Montagne360
22 gennaio 2015: Vita da editor
3 febbraio: Toscana Notizie
9 marzo: Sportlife (settimanale della Gazzetta dello Sport)
27 marzo: parolatablog
24 aprile: ilibrisonoviaggi
5 maggio: Premio L’Albatros per la letteratura di viaggio
19 giugno: msn lifestyle
29 giugno: LaNotiziah24
20 luglio: Il Piccolo
1 settembre: La Botia Noa (libro del mese)
21 ottobre: Radio Capodistria (I divergenti)
22 giugno 2016: Ventefioca

Presentazioni 2014:
5 aprile: Trieste, Libreria Minerva, con Paolo Rumiz e le musiche di Alfredo Lacosegliaz

3 maggio: Venezia, Circolo Arci Luigi Nono, con Julian Zhara e The Rolling Claps
11 maggio: Torino, Salone del Libro, con Alberto Conte e Tiziano Fratus
18 maggio: Udine, Festival Vicino Lontano, con Alessandra Beltrame e Mauro Daltin
24 maggio: Bolzano, Festival del Camminare, con Wu Ming 2 e Luca Gianotti
6 giugno: Pasian di Prato (UD), Biblioteca Civica Pasolini, Autoritratti. Il maggio dei libri
8 giugno: Bologna, Festival It.a.cà, con Wu Ming 2
11 giugno: Udine, Biblioteca Civica Joppi, con Chiara Carminati e Romano Vecchiet
15 giugno: Portogruaro (VE), Festival Ciclomundi, con Emilio Rigatti e Andrea Satta
20 giugno: Monteriggioni (SI), Festival della Viandanza, con Luca Gianotti e Alberto Fiorin
25 giugno: Roma, Libreria Odradek, con Gianmaria Nerli, Paolo Piacentini, Lidia Riviello, e le musiche di Canio Loguercio, Alessandro D’Alessandro e Nando Citarella
18 luglio: Città di Castello (PG), Festival della Solidarietà
22 luglio: Monfalcone (GO), Festival Onde Mediterranee
18 settembre: Genova, Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, Teatro Hop Altrove, con Michele Marenco
19 settembre: Torino, Biblioteca Civica Natalia Ginzburg/Polo culturale Lombroso 16, con Orlando Manfredi
20 settembre: Torino, Festival Torino Spiritualità
21 settembre: Pordenone, Pordenonelegge, con Gianni Biondillo
27 settembre: Lecco, Festival Immagimondo
9 novembre: Palazzolo dello Stella (UD), Casa del Marinaretto, rassegna Via/andanti, con Stefano Montello
15 novembre: Palermo, Libreria del Mare, con Massimo Mirabile e The Rolling Claps
5 dicembre: Ronchi dei Legionari (GO), Biblioteca Comunale Sandro Pertini, con Furio Pillan e Emilio Rigatti
11 dicembre: Mantova, Libreria Pellegrini, ore 18, con Paolo Trentini e “Gli Scarponauti”
12 dicembre: Milano, Libreria Popolare di via Tadino, ore 18, con Antonio Moresco e Claudio Jaccarino

Presentazioni 2015:
26 marzo: Trieste, rassegna TriesteScrive, Aula Magna Liceo Petrarca, con Nicolò Ceriani
27 marzo: Basiliano (UD), Biblioteca Civica Villa Zamparo, con Simone Ciprian
18/19 aprile: Guastalla (RE), Georgica. Festa della terra, delle acque e del lavoro nei campi
24 aprile: Treviso, Premio Dubito, CSO Django, con Lello Voce
31 maggio: Grado (GO), Letteratura Rinnovabile / Il giro d’Italia in 80 librerie, con Emilio Rigatti
20 giugno: Quorle (AR), rassegna “Le parole e il silenzio” a cura della Fondazione Baracchi, con Wolfgang Fasser




Piccola antologia critica:

Il momento giusto per partire? Quando non ne hai voglia, quando sei giù, come Ismaele in Moby Dick. È allora, spiega Nacci, che inizia il viaggio a piedi. Duro, penitenziale, ostico come un breviario. Non c’è liberazione senza fatica.

Paolo Rumiz

*

Un ininterrotto dialogo con l’Altro (e con se stesso). Questo libro non ha nulla a che vedere con i manuali retorici e precettistici (e anche un po’ cialtroni) che a volte vengono scritti sul gesto inattuale e prefigurativo del cammino. È un dialogo intimo con un “tu” in cui si parla anche di dolore, infelicità, prigionia, morte, di varcare una soglia. Si cerca di vedere non solo la punta ma anche la parte nascosta dell’iceberg. È un libro intimo, confessionale, pieno di poesia (e di poesie). Una ininterrotta capacità di mitizzazione. In un’epoca dove l’unico bon ton sembra essere quello di “smitizzare” ogni cosa, lo sguardo infantile e mitizzatore può allargare l’orizzonte del mondo e infrangere la prigione in cui è stata rinchiusa la vita umana e l’intero mondo. Rischio, avventura, sfondamento, prefigurazione, invenzione.

Antonio Moresco

*

C’è una parola che va molto di moda nelle recensioni di libri. Urgenza. La si usa per dire che, leggendo una storia, si sente che l’autore aveva proprio bisogno di raccontarcela adesso. Qui è il contrario. Tu leggi e il libro ti fa capire di essere urgente per te, per la tua vita. Devi camminare, subito, non puoi farne a meno. Ma le gambe non bastano. Devi imparare a farlo con gli occhi, con i pensieri, con lo stomaco. Devi esercitarti ogni giorno. Scritto come un Hagakure della viandanza, un manuale senza scorciatoie, Alzati e cammina è una lettura scomoda. Un libro pericoloso, come ogni rivoluzione.

Wu Ming 2

*

È un piccolo saggio di filosofia morale, è il distillato dell’intelligenza e della conoscenza di un poeta. È un libro maestro, che nasce per rimettere in cammino i suoi lettori. Per tornare a fare delle scelte. Scelte dure, consapevoli. Per ritrovare pace. Per ritrovare la strada. È un libro rivoluzionario, in senso stretto, e spirituale. È un libro generazionale, sintesi dell’essenza di un’epoca rotta: figlio di un popolo che vuole restare umano. È il libro di una civiltà e di un’educazione antichissima, polverosa ma scintillante di vita. Il libro di una cultura antica. Esatta. Intatta.

Gianfranco Franchi

*

Luigi Nacci è uno dei poeti più originali dell’ultima generazione. Le prose di questo libro lo confermano.  Alzati e cammina è un testo straordinario che attraversa e scavalca i generi e non solo letterari. Storia, viaggio, saggio, vocativo, confessione? Nessuna di queste definizioni è quella giusta per una scrittura dove i pronomi slittano, l’io tra-passa in tu, il maschile nel femminile, gli oggetti nei paesaggi. In questa viandanza – che per Nacci non è una metafora ma una verità: va veramente a piedi, attraversa territori impervi con il freddo,  le parole vengono usate, consumate, dimenticate: servono lo spazio e rovesciano il tempo. L’io che dice io (l’epigrafe da Italo Calvino andrebbe ricordata più spesso in tanti sproloqui sull’io) non è naturalmente l’io: proprio perché passando si dissolve. Nacci sa che apparteniamo al ritmo, non alla rima e che a lungo andare, misurando il passo impariamo una lezione di superamento e di abbandono: passiamo, vediamo, perdiamo.

Antonella Anedda

*

Ha concepito il libro come un prontuario di ginnastica dell’anima (i titoli dei capitoli scandiscono ironicamente l’allenamento, tra esercizi, stretching e riposi), ma si rivolge direttamente al lettore in modo incalzante, spesso ipnotizzante, immedesimandosi in un lui/lei che nella narrazione si intrecciano e si confondono.
La via da percorrere è sempre nei pressi del baratro ma la parola “viandanza”, dice Nacci, nella sua fonetica desueta contiene la leggerezza della parola danza. Chi è entrato nello spirito del viandante condivide queste immagini. A patto, avverte Nacci, che una volta tornati a casa l’insegnamento del cammino dia vigore al quotidiano e non sostituisca «la vita di qua». La speranza è in un verso di Walt Whitman: «D’ora in poi non chiedo buona fortuna, sono io la buona fortuna… forte e contento percorro la strada aperta».

Alessandro Cannavò

*

È molto più che un libro sul cammino, questo di Luigi Nacci. È un libro su ciò che sta prima, durante e dopo il cammino, è un libro sulle ragioni per farsi viandanti, o sul perché non diventarlo affatto, è un’antologia di tanti che andarono e scrissero in versi della loro viandanza, è un raffinato esercizio di stile letterario in cui un io/tu ermafrodita parla  a uomini e donne perché imparino ad ascoltare se stessi, è uno scavo interiore, non per celebrare un ego, ma per narrare una storia di umiltà, è dunque come un “exemplum” medievale, un sentiero esemplare, che partendo dal corpo giunge alla mente, per scoprire che poi non c’è una gran differenza tra loro, è un gioco a cui si istiga il lettore, perché smetta di leggere e inizi a camminare e a parlarsi. Non è un manuale sulla viandanza, questo, anzi, è la sua negazione, a partire dalla certezza che a scrivere l’itinerario dei nostri cammini e della nostra vita non sono le regole, i tragitti segnati, i flussi di mainstream, ma la nostra disponibilità, seguendone gli antichi segni, a mutarli, a scoprirne di nuovi e – se necessario – ad inventarne di mai immaginati. Perché l’unica cosa certa, in un cammino, è il luogo dove, prima o poi, si ritornerà.

Lello Voce

*

Luigi Nacci è uno dei tanti pellegrini postmoderni, nuova razza di inizio secolo. Tra i quali prevale la motivazione laica, orientata alla conoscenza di sé, all’incontro, alla sfida.

Enrico Arosio

*

Fra le corde tendinee delle tue camere cardiache e il sangue misto a fango che ci acceca e soffoca, sgorga il tempo dell’acqua. “Viandanza contemporanea”, si potrebbe dire, un viaggio nelle inquietudini di una generazione…

Andrea Satta

*

Dal cammino non si torna indietro. Luigi Nacci ci regala lo strumento utile per diventare camminatori, imparando a diventare leggeri, ci serve solo un bastone, uno zaino e un paio di scarpe per prendere il volo. Rito di iniziazione all’essere viandanti. Insegna l’umiltà, l’accettazione, la curiosità, la negazione dell’io. E lo fa con un testo aggressivo, di bella scrittura, che vi colpirà come un pugno allo stomaco. Se dopo quel pugno, invece che aver voglia di ricambiare il pugno all’autore, siete scossi e stupiti, allora siete pronti per partire. A piedi. “È nella lode alla vita che ti fai viandante”: questo libro è per chi è pronto. Pronto a mettere in discussione le proprie certezze, spaesarsi, partire.

Luca Gianotti

*

Sfogliando per la prima volta Alzati e cammina di Luigi Nacci al lettore potrebbe passare per la testa una domanda: ma che libro è, di che parla, è un racconto, un manuale, un saggio sul camminare? Potrebbe, ma non ne ha il tempo. Perché in realtà fin dalle prime righe è il libro che lo incalza, lo invoca, lo tira per la giacca, gli dà del tu, e gradualmente è lui a finire tempestato di domande. E questo è il grande pregio di un’opera senza genere che letteralmente attacca discorso con il lettore, e schivando i tranelli della retorica e del letterario, lo invita a mettersi alla prova, lo esorta a trovare la propria strada per mettersi in cammino, perché il periplo che si deve percorrere, l’iniziazione che si deve compiere per riuscire davvero a mettersi in cammino sono il vero tema del libro. Un libro che oltre a essere letto ha bisogno di essere agito. Perché qui il camminare non è semplicemente uno svago, una fuga, un ideale mondo alternativo, ma uno strumento necessario, una condizione da raggiungere per mettersi realmente in cerca. In cerca di cosa, sarà il lettore a definirlo esercizio dopo esercizio, perché qui il camminare è anche misurarsi con i propri desideri profondi, per non dire con i propri limiti. Limiti che sono innanzitutto i limiti umani dell’io che parla al lettore e che, come gli exempla medievali, attraverso il filo narrativo della propria esperienza lo guida, mediante esercizi, soste, riflessioni da condividere, prove da affrontare (il libro non va letto tutto di un fiato, ma per step successivi), a cercare i limiti suoi e del mondo in cui vive, e da lì ricostruire, aprendosi il cammino passo a passo, una nuova esperienza. Esperienza di cammino, di condivisione, di vita, che magari possa diventare racconto, exemplum a sua volta. E proprio grazie a questa virtuale circolarità del passaggio di consegne il libro non si esaurisce tra le pieghe del tema che affronta, ma come un discorso che ci ha rapito e tenuti in ascolto, risuona a lungo e a lungo vibra tra i nostri orecchi. Tanto che la struttura stessa di questo libro quasi da ascoltare, con il suo ritmo, le sue variazioni, finisce per assomigliare all’argomento che disegna, e diviene un susseguirsi di partenze, di soste, di arrivi detti doverosamente ad alta voce, cioè sempre da condividere con altri orecchi: il modo migliore per raccontare che solo sapendo ascoltare il ritmo dell’altro che è in ascolto ci sarà permesso di incontrarlo e con lui di incontrare l’umano, e forse l’uomo che inevitabilmente ognuno porta con sé.

Gianmaria Nerli

*

Alzati e cammina, spaziando tra forme letterarie diverse, dai testi sacri alla religione, dalla politica alla storia, abbracciando culture popolari e tradizione classica, si rivela un libro di disciplina intellettuale che non offre un nuovo credo a cui aggrapparsi, ma vi conduce ad una visione di umiltà laica e vi sprona a cercare un nuovo disequilibrio umanamente significativo, a mettere un piede davanti all’altro per non cadere. Ma state attenti: perché non è detto che al ritorno dalla lettura o dal viaggio, Itaca esista ancora.

Matteo Danieli e Furio Pillan

*

Questo libro dichiara continuamente ciò che non vuole diventi la nostra idea di cammino. Con ostinata pazienza (perché il cammino è lungo e difficile), cerca di ribaltare le aspettative e sfatare i luoghi comuni: vuole che ci concentriamo non sulla tecnica, l’attrezzatura, il chilometraggio, la fede, l’ideologia; ma sulla lentezza del vivere, l’ospitalità, la condivisione, la curiosità. Vuole che diventiamo non dei camminatori superallenati e superaccessoriati, ma dei viandanti, che portano la propria vita come unico bagaglio e che sono pronti, con la paura che accompagna sempre la speranza, a incontrare ciò che si trova al di là della curva. Se il cammino, fin dal viaggio di Dante nella Commedia, è metafora della vita, l’immagine dello zaino rappresenta (col giusto aggiornamento ai nostri tempi) tutto ciò che in questo viaggio ci si porta appresso. Uno zaino che andrebbe svuotato di tutti i pesi inutili, a partire da quelli che hanno a che fare con soldi, competizione, possesso – tutte cose che fanno capo al modus vivendi occidentale. Mettersi in cammino, qui, significa innanzitutto mettere in discussione questi aspetti che diamo per scontati solo perché non abbiamo mai pensato che possa esistere una possibilità diversa. Una possibilità di segno radicalmente opposto e, per questo, rivoluzionaria. Lungi dal volerci vendere una verità superiore già bella impacchettata, Alzati e cammina vuole piuttosto insinuare nel pensiero un tarlo, anzi una serie di tarli, una serie di rovelli che ci portino fuori dalle tane a respirare, a tornare alla vita un passo dopo l’altro. Tornare dunque a “essere umani”. Ma iniziare a muovere questi passi sarà frutto di una scelta che dipende solo da noi.

Giuseppe Nava

*

Alzati e cammina non è un vademecum dell’escursionista, ma è piuttosto quasi il racconto di un viaggio iniziatico. Dove il protagonista è il lettore stesso, a cui l’autore si rivolge lungo tutte le pagine, in un confronto continuo con il proprio io e la propria esperienza, invitandolo a mettersi in cammino (con esercizi precisi) non per cambiare vita, ma per cambiare se stesso, spogliandosi delle cattive abitudini, dei legami che soffocano, delle insoddisfazioni.

Alessandra Beltrame

*

Mi è piaciuto molto questo Alzati e cammina, libro singolare e spiazzante (a partire dai continui cambi di genere), inclassificabile e un po’ misterioso… tirando le somme, si potrebbe definire una sorta di dissertazione sulla filosofia (ma anche sulla “pratica”) della viandanza, ma leggendolo, fino all’ultimo, non sai – appunto – dove ti sta portando, e questo, per un libro del genere, mi pare un ulteriore gran merito.

Vincenzo Santoro

14 risposte a ALZATI E CAMMINA

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  6. franco ha detto:

    Una lettura gradevole e innovativa. Non mi ha entusiasmato, nella lettura, l’intercalare del soggetto maschile e femminile. Anzi, mi ha disturbato. Ero molto preso da quello che raccontavi e di come lo raccontavi e questo mi distoglieva dal filo logico della proposizione. Un libro certamente fuori dagli schemi che ho molto apprezzato.

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