Poesie Festival Berlin

 

Sono stato invitato al Festival di Poesia di Berlino. Il tema su cui mi hanno proposto di cimentarmi, assieme ad altri 27 poeti provenienti dagli Stati dell’Unione, è quello – vastissimo, diciamo pure impossibile – dell’Europa, delle sue identità, della sua crisi e delle sue potenzialità, del suo, cioè del nostro, futuro. Se siete a Berlino sabato 2 giugno fate un salto, ci beviamo una birra – però ordinate voi, vista l’incompatibilità tra le mie corde vocali e le sonorità tedesche…

Alle 16 sono all’Ambasciata del Lussemburgo per un dibattito, mentre il reading è fissato per le 20, all’Akademie der Künste.  Il programma:  QUI.

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Festival della Viandanza

15-16-17 giugno. Toscana. Via Francigena. Camminate. Spettacoli. Conferenze. Concerti. Atmosfera pellegrina. Io ci sto lavorando. Voi veniteci (magari a piedi):  www.viandanzafestival.it

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A Venezia!

Da domani, 23 aprile, a venerdì 27 aprile, se mi devi dire qualcosa (oh: qualcosa di importante), calza il paio di scarpe più usate che hai, e vieni a cercarmi, qui:

www.cividaleveneziapiedi.wordpress.com

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Festival del camminare: piedi & poesia


Apre i battenti quest’anno a Bolzano il primo FESTIVAL DEL CAMMINARE,  diretto da Luca Gianotti.

Due eventi a ingresso libero, a cura mia,  saranno dedicati alla poesia. Un poetry slam a tema e una camminata scandita dai versi dei poeti.  Se siete in zona, venite a sgranchirvi le gambe e la voce…

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Venerdì 20 aprile, ore 21

1st International Walking Poetry Slam
Il primo poetry slam dedicato al camminare in tutte le sue forme

con:

Dome Bulfaro (Monza)
Arno Dejaco (Bozen)
Franziska Holzheimer (München)
Lene Morgenstern (Bozen)
Mieze Medusa (Wien)
Furio Pillan (Trieste)
Silvia Salvagnini (Treviso)
e il giovane Fabio Di Palma (vincitore del Poetry Slam delle scuole superiori di Bolzano 2011)

EmCee: Luigi Nacci & Sergio Garau

Il poeta vincitore del Poetry Slam riceverà in premio un soggiorno per due persone per un fine settimana in un maso dell’Alto Adige, offerto dall’Azienda di soggiorno di Bolzano.

Dove:  Centro giovani Pippo, Parco Petrarca

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Sabato 21 aprile, ore 10.30

Cambiando più spesso i paesi delle scarpe
Camminata poetica multilingue

con:

Rut Bernardi (ladino)
Chiara Catapano (italiano)
Sonja Harter (tedesco)

e alcuni poeti-camminatori del Walking Poetry Slam

Ritrovo: via Brennero, 20 (davanti alla scuola Zelig Film)

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La casa o il cammino?

Sei alla trentesima rata del mutuo, più o meno. Te ne mancano ancora molte, moltissime. Probabilmente morirai prima dell’ultima, mettiti l’anima in pace. Ti chiedi spesso, almeno ogni volta che sbatti la porta dell’ufficio, la porta della cucina, la porta della macchina, o la porta girevole del palazzo delle poste, in cui passi buona parte del tuo tempo libero, chi diamine te l’ha fatto fare. Di metterti dentro – pensi – a qualcosa più grande di te. Di essere vincolato per decenni a un contratto, un patto, un luogo. Dici solo chi me l’ha fatto fare, non di più, mentre la porta continua ad andare avanti e indietro, avanti, indietro, e tu cerchi di fare più in fretta della tua ombra, vorresti andare avanti, vorresti lasciarla indietro, vorresti ti lasciasse stare.

Ti ricordi da bambino? Eri in campagna. Tua nonna strappava la gramigna dal campo, ti dava pochi baci, ma di quei pochi conservi il ricordo. Tua nonna passava la maggior parte del suo tempo nel campo. A casa rientrava per sgranare il rosario, pelare le patate, dormire. Tuo nonno fumava, giocava a carte, beveva, dava colpi sordi di vanga alla terra, imprecava. A casa rientrava per sedersi a tavola, infilarsi tra gli incisivi uno stuzzicadenti, dormire. Tu giocavi con i tuoi cugini a nascondino, correvi a occhi chiusi, saltavi sui muretti a secco. Tornavi a casa per mangiare, lavarti (ti obbligavano), dormire. A casa tuo nonno non ci stava mai, tua nonna neppure, tu, macché.

(continua a leggere su “Fucine Mute”: QUI)

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Corso per ospitalieri volontari ad Altopascio

Dopo San Miniato e Roppolo, torno a fare, anzi, a tentare di fare, l’impreparato formatore di nuovi ospitalieri.

Quest’anno il corso si terrà ad Altopascio (LU), dal 13 al 15 Aprile. Ancora una volta grazie al lavoro organizzativo del Movimento Lento e del Teatro Agricolo.

L’obiettivo è formare ospitalieri – sul modello dei gloriosi hospitaleros voluntarios spagnoli – che possano svolgere il loro servizio di volontariato negli ostelli situati lungo il Cammino di Santiago e la Via Francigena.

Si rivolge a chi ha già percorso un pellegrinaggio a piedi e vuole cambiare punto di vista “viaggiando da fermo”: 2 settimane del proprio tempo libero dedicate ad accogliere, ascoltare, aiutare chi cammina (ma anche ad essere accolti, ascoltati, aiutati, da chi cammina).

A tutti gli amici viandanti e pellegrini – atei, credenti, agnostici, chi più ne ha più ne metta – che vorrebbero fare quest’esperienza: scrivetemi e vi terrò aggiornato sui prossimi corsi.

Ultreya!

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Cividale del Friuli – Venezia, a piedi

Eh già, è arrivata la primavera, e i piedi scalciano, danno in escandescenza. Per placarli non basta la passeggiata serale intorno all’isolato, o il week-end di trekking brado sulle montagne più vicine. Ci vuole una viandanza seria. Giorni di cammino che ti sfianchino, ti svuotino la testa, ti facciano scordare quello che sei (sempre che tu lo sappia), quello che vorresti essere o che gli altri pensano tu sia.

E allora si va a Venezia, ancora una volta. E’ il terzo anno di fila, ormai il gioco inizia a farsi serio…

Quando? Dal 23 al 27 aprile. Chi? Un gruppo di amici. Ma un gruppo aperto, apertissimo: chiunque vorrà unirsi, sarà accolto a braccia aperte.

Nel 2010 si partì da San Tomaso di Majano, nel 2011 da Trieste (ovvero dagli usci delle nostre case). Il 2012 tocca a Cividale del Friuli. Vi domanderete: perché? Chi ve lo fa fare? E perché a Venezia? Perché partire da quei posti e non da altri? Ma soprattutto: perché a piedi?

Le rispose sono semplici (i viandanti non sono esseri complicati).

Andiamo perché ci piace camminare.

Andiamo perché ci piace vagare impolverati e sudati per le campagne e poi fermarci a bere una birra, in una trattoria che non compare in alcuna guida, ascoltare la storia di qualche vecchio, offrirgli un bicchiere di vino.

Andiamo perché ci piace essere vagabondi, come lo erano Rimbaud, Wordsworth, Thoreau, Chatwin e molti altri.

Andiamo perché ci piace essere scambiati per dei cinghiali, o dei clandestini, o dei senzatetto.

Andiamo perché prima di noi, nei secoli, molti sono andati a Venezia a piedi. Ci sono andati spesso per poi imbarcarsi per Gerusalemme, o ci sono passati per poi tirare dritti verso Roma, o Santiago de Compostela. Erano pellegrini. Noi siamo pellegrini etimologicamente: andiamo “per i campi”, i campi lontani da casa nostra, e attraversandoli indossiamo le vesti dei forestieri. Sì, andiamo perché ci piace essere forestieri. Ci piace essere stranieri. Se siamo devoti a qualcosa, lo siamo all’idea di essere estranei a noi stessi. Non sappiamo chi siamo. Se lo sapessimo, probabilmente non cammineremmo.

Andiamo perché camminando possiamo osservare gli sfregi che l’uomo compie, asfaltando, cementificando, privatizzando gli spazi. Osservando prendiamo nota. Fotografiamo, giriamo video, registriamo testimonianze. Ci piace prenderci cura del mondo che abitiamo (e che ci abita).

Andiamo per conoscere la regione in cui viviamo. Ci piace vedere come si sta trasformando, in che modo resistono i piccoli paesi, le loro microeconomie. Ci piace ascoltare le lingue e i dialetti. Ci piace provare cibi e vini di cui non sospettavamo l’esistenza. Ci piace incontrare la gente, salutare chi incrociamo per la via, chiedere un bicchiere d’acqua.

Andiamo perché ci diverte camminare in compagnia. Ci piace anche camminare da soli, e quando accade, basta accelerare il passo. Ci piacciono le confidenze tra viandanti, prima di dormire, ognuno nel suo sacco a pelo. Ci piace dormire in posti spartani e svegliarci con il mal di schiena, lamentarci qualche minuto e poi ripartire, zaino in spalla. Ci piace camminare col ritmo del più lento.

Andiamo partendo da San Tomaso di Majano e Trieste ieri, da Cividale oggi, da chissà dove domani. Proponeteci una partenza per i prossimi anni, noi da lì partiremo. Non è importante da dove, ciò che conta è partire.

Andiamo a Venezia. Ma Venezia si potrebbe chiamare in mille altri modi. Venezia è un luogo della mente. Venezia è l’arrivo di tutti gli arrivi. Andiamo a Venezia, andremo a Venezia, ma Venezia non è la meta.

La meta è il cammino.

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SE VORRETE, CI TROVERETE QUI: www.cividaleveneziapiedi.wordpress.com

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