Torno ancora una volta, con estremo piacere, al festival Poesia Presente. Quest’anno l’edizione è sottotitolata “diritto alla poesia. Si parte il 20 febbraio con Moni Ovadia per poi concludere il 25 con una giornata dedicata alla lentezza in cui, come dire, ho messo lo zampino: una camminata poetica per le vie di Monza e uno “slow” poetry slam. Direte: che c’entra il camminare con la poesia? Beh, voi venite, magari non in mocassini, e capirete.
Il programma lo potete scaricare QUI.
Poesia Presente, piano piano
Pubblicato da nacciluigi su 16 febbraio 2012
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Perdersi per evolversi: la via invisibile
Pubblicato da nacciluigi su 11 febbraio 2012
Ho chiesto a Franco Michieli: geografo, esploratore, alpinista, camminatore, giornalista, regista, chi sei?
E lui: direi un po’ tutte queste cose assieme, più altre considerato che mi dedico anche alla famiglia, senza che nessuna sia così determinante da diventare una vera definizione, o peggio un’etichetta. Presentarmi ad esempio come geografo è certamente utile per far capire la dimensione culturale attraverso cui posso vedere il mondo, ma è meglio non cristallizzarla. Lasciare nell’indefinito ciò che si è e far parlare piuttosto degli atteggiamenti, degli approcci verso la realtà, aiuta a trasmettere i contenuti autentici anziché i soli “involucri” delle attività che si svolgono. Noi esseri umani tendiamo a infatuarci dei contenitori e delle loro colorate etichette, senza capire che quello che sta dentro è tutt’altro, e che si potrebbe viverlo anche in ambiti molto differenti fra loro. Per esempio, molti sembrano appassionarsi più a degli oggetti – come gli sci, o una bicicletta, o certe piccozze tecniche, o un certo tipo di sentieri – che non al fatto di essere semplicemente in movimento nella natura con un certo spirito, senza preoccuparsi di quale “specialità” si sta praticando. Il grande stimolo che si riceve esplorando un territorio senza mappa insegna anche a non mappare troppo se stessi: meglio ammettere che non si sa bene che cosa si è, e che perciò vale la pena di continuare a sperimentarsi per vedere cosa si diventa.
(l’intervista continua su “Fucine Mute”: QUI).
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L’arte del camminare – intervista a Luca Gianotti
Pubblicato da nacciluigi su 28 gennaio 2012
Si possono intervistare quelli che Rimbaud chiama erranti, nutriti del vino delle caverne e del biscotto della strada, ansiosi di trovare il luogo e la formula? I viandanti, i vagabondi, quelli che mettono gli occhi sulle punte dei piedi, i camminatori incalliti, che nella sosta già prefigurano il prossimo viaggio, quella gente lì, quella bella gente lì, che non si vede così spesso in giro, ha un senso fermarla, costringerla a raccontarsi, a raccontarci? Credo di sì, anzi, ne sono sicuro, perciò mettetevi comodi, non troppo comodi, e mettetevi in quello stato d’animo che precede il sonno, fantasticate, proiettatevi in vasti spazi, rimanete con le palpebre socchiuse e leggere…
(l’intervista su “Fucine Mute”: QUI)
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Non c’è più il cammino di una volta
Pubblicato da nacciluigi su 10 gennaio 2012
(fenomenologia minima & empirica dei luoghi comuni nelle vie di pellegrinaggio)
Caro amico che vaghi per le strade della tua città come un’anima in pena, mi voglio rivolgere a te. Se vaghi, è perché camminare placa in parte le tue ansie, ma solo in parte. Vedi riflesso il tuo volto nelle vetrine illuminate, negli specchietti dei motorini che occupano selvaggiamente il marciapiede, e soprattutto nel display del tuo cellulare, che non suona, o non suona come dovrebbe. Aspetti un messaggio che ti dia il via libera, una chiamata salvifica che faccia reset della tua vita, che ti dia l’opportunità di ricominciare tutto daccapo, di dare al tuo volto i connotati di un essere umano nuovo, uscito dal nulla, senza doveri, né debiti, né catene. Quella telefonata non arriverà, nemmeno quell’sms, quindi rilassati, prenditi una tisana calda, un punch fumante, o un calice di amarone, quello che ti hanno regalato a Natale per festeggiare il tuo fresco stato di disoccupazione.
Mi rivolgo a te che hai fatto ritorno – tutto intero? quanto di te è rimasto sul sentiero? – da un cammino. Ti ricordi l’altra volta? Abbiamo provato a immaginare assieme una strategia per sopravvivere: togliere chili dallo zaino, togliere lavori, passioni, oggetti, persone di cui puoi fare a meno. Forse in questo periodo hai davvero tentato di essere più leggero. Che tu lo abbia fatto oppure no non importa, voglio dirti di alcuni pensieri che farai o che già stai facendo. Prima però dimmi se ho ragione: hai scartato Gerusalemme, perché in Israele tira sempre una brutta aria, hai scartato Trondheim, perché sulla Via di Olaf hai troppe poche informazioni, hai scartato il Cammino di san Francesco perché ha troppe salite, hai scartato i pellegrinaggi ai santuari minori perché non sei un fervente cattolico, e pure i trekking del CAI perché non sei un montanaro. Cos’è rimasto? Santiago o Roma. Bene, andrai, o andrai per l’ennesima volta, a Santiago o a Roma. La via che sceglierai per arrivarci non ha alcuna rilevanza ora. Ascolta.
(continua a leggere su “Fucine Mute”: qui)
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Un poeta racconta ‘Una vita’. Rilettura del primo romanzo di Svevo
Pubblicato da nacciluigi su 5 gennaio 2012
Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich
via Rossini, 4 – Trieste
martedì 17 gennaio 2012
ore 18
Il Comune di Trieste celebra il 150esimo anniversario dalla nascita di Italo Svevo con mostre, convegni, conferenze, presentazioni di libri, spettacoli, visioni di film, concerti e pure un concorso letterario.
Hanno pensato di affidare a me la rilettura di Una vita, con un titolo così: “Un poeta racconta Una vita. Rilettura del primo romanzo di Svevo” (promemoria: quando ti danno la patente di ‘poeta’, non buttarla via).
Avete presente quel romanzo in cui c’è un giovanotto che lascia il paesello per la città, lavora in una banca, si innamora della figlia del principale, se ne va, torna in città, alla fine si suicida? Beh, la trama già la conoscete, il libro l’avete letto ai tempi dell’università, forse ve lo siete rispolverato per tentare un dottorato, o l’avete regalato ad un vostro amico un po’ sfigato, chissà con quale fine poi.
Non so bene cosa accadrà, ma se venite preparati avrete il gusto di prendere il conferenziere in castagna, di fargli fare una figuraccia, insomma di renderlo più simile ancora a quell’Alfonso Nitti di cui si parlerà.
Chissà che non sia meglio il caro vecchio buon Italo, con il suo italiano improbabile, della pletora di sedicenti narratori italiani che ci propinano in questi anni…
(il 24 gennaio, stessa ora e stesso luogo, la regista Sabrina Morena alle prese con Senilità, mentre il 31 tocca allo psichiatra Beppe Dell’Acqua cimentarsi con La coscienza di Zeno. Ma ancora un sacco di altra roba, qui: www.150svevo.it)
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Siamo ancora in pensiero. E tu?
Pubblicato da nacciluigi su 9 dicembre 2011
Sabato 17 dicembre ore 18.30
KNULP
(via madonna del mare 7/a, Trieste)
IN PENSIERO
una serata di
performance e musica live, esposizione, proiezioni
con
Ugo Pierri
Pietro Spirito | Roberta Radini
Furio Pillan | Matteo Danieli | Baby Gelido
Alfredo Lacosegliaz
Luigi Nacci
Gianmaria Nerli
“in pensiero” presenta i contenuti multimediali del numero appena uscito, proponendo l’osseta dalle larghe spalle (lavori su carta) di Ugo Pierri, un reading di Pietro Spirito, un intervento musicale di Alfredo Lacosegliaz, una performance poetico-musicale di Furio Pillan, Matteo Danieli, Baby Gelido (Daniele e Stefano Mastronuzzi), una performance di Luigi Nacci, proiezioni audio e video dall’ultimo numero e tanto altro…
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Siamo in pensiero
Pubblicato da nacciluigi su 29 novembre 2011
Se anche tu, caro lettore, sei in pensiero, perché i banchieri non ti sono mai piaciuti, ai miracoli non hai mai creduto, e i proclami (anche quelli letterari) non ti convincono mai, davvero mai, vieni a incontrarci.
Presentiamo il n. 5 di “in pensiero”:
- Ancona, 1 dicembre, ore 19, Casa delle Culture (dentro la rassegna ‘Una città di libri’, organizzata dall’ottimo Valerio Cuccaroni)
- Roma, 7 dicembre, ore 19, TRAleVolte
Vieni a preoccuparti con noi, ma vieni leggero, se puoi.
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Quale presente per le nuove generazioni e la poesia?
Pubblicato da nacciluigi su 23 novembre 2011
XIV Festival Internazionale Trieste Poesia
Martedì 29 novembre
Trieste, Libreria Lovat – viale XX Settembre 20 (c/o stabile Oviesse, terzo piano)
ore 17.00
Quale presente per le nuove generazioni e la poesia?
Quattro poeti, nati tra gli anni ‘60 e gli anni ‘80, che si sono trovati ad elaborare modelli diversi, in un contesto di cambiamenti sociali e politici simili. Nonostante essi vivano in una città dimenticata dai grandi sistemi culturali ed editoriali, vantano esperienze di festival, collaborazioni con riviste e blog di letteratura. Se a questi poeti non è stato consegnato un futuro, se lo sono costruito giorno per giorno. Ospiti della serata Gaetano Longo, Christian Sinicco, Mary B. Tolusso e Luigi Nacci.
L’incontro, moderato dal poeta Matteo Danieli, promette una nuova attualità per la poesia, proprio a partire da Trieste, dai suoi nuovi attori.
A seguire:
Presentazione di Vanità della mente di Gian Mario Villalta.
A cura di Edoardo Kanzian. In collaborazione con la rivista letteraria FAREPOESIA. Letture a cura di Agnese Ermacora.
Un’altra voce della generazione sopra citata è ospite della libreria per presentare il suo ultimo libro Vanità della mente (Mondadori) vincitore del Premio Viareggio – Rèpaci 2011 per la poesia. Oltre che autore riconosciuto Gian Mario Villalta è noto per la sua abilità nell’orchestrare «lo scambio di esperienze, i legami profondi ed estesi che esistono fra poeti nel Triveneto, così come a livello nazionale e internazionale», talento ben espresso nel festival pordenonelegge che dirige dal 2000.
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Vieni a camminare con me?
Pubblicato da nacciluigi su 27 ottobre 2011
Tanti anni fa, quando me ne stavo rintanato nella biblioteca-bunker della Facoltà di Lettere, a Trieste, non sapevo cosa avrei fatto da grande. Sapevo che non sarei mai stato ricco, e che in un modo o nell’altro mi sarei occupato di letteratura. O ancora meglio, di poesia (non sono la stessa cosa, eh no). Ero un motociclista, e amavo i treni, soprattutto quelli notturni, soprattutto quelli frequentati da spiantati, reduci di guerra, treni di confine. I piedi li avevo, ma li usavo per frenare e cambiare le marce.
Poi ho scoperto il Cammino di Santiago. Ho scoperto di avere due piedi, e ho scoperto che quei due piedi minimi mi facevano essere ben piantato nella terra, e più affondavano nella terra, più il mio sguardo si occupava di osservare le nuvole, le facce delle persone, i giorni che sarebbero venuti. Così ho iniziato a camminare, e non mi sono più fermato. Mentre camminavo, pensavo ancora che non sarei mai stato ricco, pensavo ancora alla poesia, però pensavo meno alla letteratura (davvero: non sono la stessa cosa).
Oggi le cose stanno più o meno così: penso che fare poesia e camminare siano due attività molto simili. Non sono una guida naturalistica, non so distinguere un rovere da una roverella, non so accendere un fuoco con i ramoscelli. Non sono nemmeno stato scout. Eppure la Compagnia dei Cammini mi ha chiesto di diventare una guida, e io ho risposto di sì. Con apprensione e entusiasmo allo stesso tempo (sentendomi molto onorato).
Nel 2012 sarò guida sul Cammino di Santiago. Ho immaginato 3 viaggi:
Il Cammino Aragonese, dal 15 al 22 settembre;
Il Cammino del Nord (nel tratto Irun-Bilbao), dal 23 settembre al 1 ottobre;
Il Cammino Francese (nel tratto Pamplona- Grañón), dal 24 dicembre al 1 gennaio.
Se vorrete venire a camminare con me, vi accoglierò a braccia aperte.
Ancora non so cosa farò da grande. So che non sarò mai ricco, che continuerò a scrivere poesie, che non smetterò di camminare.
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Che ne sarà di me: sopravvivere a un cammino
Pubblicato da nacciluigi su 19 ottobre 2011
Ed ora? Ora che accade? Ora si torna a casa. So che non vuoi. Sei arrivato a Finisterre, perché Santiago non ti bastava più. Sei arrivato al faro, hai sceso la scogliera, hai tentato di camminare sull’acqua ma non ce l’hai fatta. Lo so, le tue gambe volevano camminare ancora. Anche la tua testa, anche le tue pupille volevano. Però ora si torna a casa. Stai già pensando al prossimo cammino. Farò la Via de la Plata, o il Camino del Norte, o resterò in Italia, farò la Francigena, o andrò a Gerusalemme, non mi ferma più nessuno. E poi? Farai trekking in Anatolia, in Patagonia, in Australia? No, lo so che non lo farai, perché a te il trekking non interessa. Farai il Cammino di Sant’Agostino, l’iter aquileiense? No, non lo farai, perché non è la fede che ti fa macinare km, e le vie brevi non ti interessano. E allora che farai, rifarai ogni anno gli stessi cammini? Lo farai per qualche anno, poi ti annoierai. Ascoltami: torna a casa. Lascia passare qualche mese. Scrivi un diario, prima che i volti e i nomi delle persone scappino via. Non pubblicarlo, nemmeno in internet. Tienilo là, nel cassetto, come promemoria. Rimetti i piedi nel pantano. Quando i crampi allo stomaco verranno a farti visita torna qui, ti aspetta un esercizio.
(continua a leggere su “Fucine Mute”: QUI)
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La quieta ribellione del camminatore (che va e a volte torna)
Pubblicato da nacciluigi su 21 settembre 2011
La quieta ribellione del camminatore
«Camminare dove? A che scopo?» chiede con tono intimidatorio il poliziotto a Leonard Mead – il protagonista del racconto Il pedone di Ray Bradbury – prima di arrestarlo. L’autore di Fahrenheit 451 proietta la sua storia nella metà del XXI secolo, ma non occorre avanzare a grandi falcate nel futuro per immaginare un cittadino di oggi che venga fermato a bighellonare di notte per le strade della città.
«Camminare per prendere aria, per vedere, per il piacere di camminare» è la risposta che dischiude al signor Mead le porte del Centro di Ricerca Psichiatrica sulle Tendenze Regressive. Ciò che gli manca è una identità riconosciuta socialmente, una sorta di patente di «viandante», la stessa che avrebbe desiderato il giovane Patrick Leigh Fermor prima di avventurarsi nella sua traversata europea in direzione di Istanbul (Tempo di regali è un libro da leggere), negatagli dal funzionario dell’Ufficio Passaporti, perché «vagabondo non puoi proprio scrivercelo». Ma chi è oggigiorno il camminatore, cosa rappresenta?
(continua a leggere su “il manifesto”: QUI)
*
Bomba o non bomba: el camino de vuelta
Quando esci dall’acqua, ti guardi intorno come se fosse esplosa una bomba H. I bagnanti intorno languiscono sulla battigia, ricoperti di conchiglie. Il tuo zaino sta sprofondando a vista d’occhio in una duna. Questa non può essere Finisterre, pensi. Non è così che te l’aspettavi. Immaginavi squadre di camminatori festanti, dispersi tra le onde come poseidoni invincibili, sirene che schizzano fuori dalle onde, archi di spuma a incorniciare il tuo ingresso nel paese, pesci miracolosi che ti precipitano in braccio. Invece tutto ti ricorda la scena topica de Il settimo sigillo, e aspetti solo che da un momento all’altro compaia una scacchiera. Finisce così un cammino?
(continua a leggere su “Fucine Mute”: QUI)
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“La bellezza e la rovina. Poeti al Garraffello” alla Vucciria di Palermo
Pubblicato da nacciluigi su 19 settembre 2011
L’estate è finita, ma la poesia no.
***
A Palermo, in Piazza Garraffello, nel cuore della Vucciria, venerdì 30 settembre, ci sarà la manifestazione “La bellezza e la rovina. Poeti al Garraffello”. Un reading organizzato per il secondo anno consecutivo da un gruppo di operatori culturali – legati dal comune interesse per la poesia e dall’amore rabbioso per la bellezza di luoghi palermitani abbandonati – con la collaborazione attiva dei commercianti di Piazza Garraffello e coinvolgendo gli abitanti della zona.
La musica di Giovanni Sollima, interpretata dallo stesso autore, sarà filo conduttore della manifestazione, e accompagnerà una performance di Uwe Jaentsch, artista austriaco da anni operativo a Piazza Garraffello, dove ha realizzato interventi che ne sottolineano la rovina palese e la bellezza nascosta e possibile.
Sebastiano Adernò, Maria Attanasio, Jano Burgaretta, Roberto Deidier, Biagio Guerrera, Domenico Ingenito, Rosaria Lo Russo, Luigi Nacci, Elio Pecora, Nicola Romano e Francesca Traina leggeranno le loro poesie/testi.
Parteciperà all’iniziativa anche la fotografa Letizia Battaglia, palermitana di rilievo internazionale, con la videoproiezione di 18 intensi ritratti di Pier Paolo Pasolini, da lei realizzati nel ’72 al Circolo Turati di Milano.
Concluderà la serata, presentata da Fosca Medizza, un DJ Set di ABnormal.
La manifestazione è realizzata senza alcun finanziamento e tutti i poeti, musicisti, artisti e organizzatori prestano la loro opera a titolo gratuito e a proprie spese.
Organizzazione:
Patrizia Stagnitta, Beatrice Agnello, Massimo Mirabile, Flavia Schiavo, Ida Tedesco Zammarano, Maria Chiara Di Trapani, Chiara Majo
“Il titolo e la scelta del luogo indicano non soltanto una contrapposizione, ma la convinzione che la bellezza sia illuminare le zone buie, le nostre e quelle del mondo, non prescinderne. Ben consapevoli che la cultura non informa di sé una comunità senza l’attenzione e il sostegno della politica e dell’amministrazione, siamo però convinti che sia fondamentale contrapporre al disinteresse – e alla confusione fra promozione culturale e promozione turistica – di cui politica e amministrazione danno continua prova, l’iniziativa comune e la generosità di artisti e operatori culturali”.
LA BELLEZZA E LA ROVINA / Poeti al Garraffello
II edizione
VENERDÌ 30 SETTEMBRE 2011, ORE 21.00
PIAZZA GARRAFFELLO, PALERMO
Informazioni e Ufficio Stampa:
Beatrice Agnello: beatriceagnello@gmail.com, tel. 338.8632095
Giorgio Filippone: giorgiofilippone@libero.it, tel. 091.9767689 – 339.6287981
Patrizia Stagnitta: patriziastagnitta@yahoo.it, tel. 338.5983408
Ida Tedesco Zammarano: idatedescozammarano@libero.it, tel. 333.4506709
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ovest again
Pubblicato da nacciluigi su 11 luglio 2011
già lo sapete cosa dovete fare se volete dirmi qualcosa di urgente. tirate fuori i sandali da combattimento, o le pedule da trekking spinto, fate lo zaino alla meno peggio, prendete un passaggio al volo verso ovest, diciamo zona nord della penisola iberica, fatevi mollare a non più di 100 m dalla costa, chiedete del cammino del nord e del cammino primitivo, poi incamminatevi senza pensarci su due volte. se mi trovate vi offro da bere…
buona estate a tutti – stay human
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Alfabeta 2 + Il Reportage (porte aperte)
Pubblicato da nacciluigi su 6 luglio 2011
Le riviste cartacee sono morte. Non proprio tutte, alcune resistono, e a noi piace chi resiste. Quindi fate un atto di resistenza anche voi, vestitevi, uscite, lasciate aperta la porta, perché non avete nulla da nascondere, scendete le scale e andate all’edicola. Scegliete un’edicola periferica e resistente. Chiedete all’edicolante periferico, incazzato e resistente, una copia del n. 11 di “Alfabeta 2″ e una del n.7 de “Il Reportage”. Anzi, più di una copia, molte copie, tanto in ferie non ci potete andare. Sulla prima ci trovate una mia poesia dedicata a Vittorio Arrigoni, sulla seconda una mia cronaca viandante, direttamente dal Cammino di Santiago. Poi tornate a casa, rigorosamente a piedi, salite le scale, lasciate una copia di fronte all’uscio di ogni vicino, mettetevi a leggere sul pianerottolo, a voce alta, altissima.
State bene, e stay human.
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Alea iacta est: il Cammino di Santiago (viator in fabula n. 2)
Pubblicato da nacciluigi su 21 giugno 2011
Caro lettore, ti vedo scalpitare dietro lo schermo, frughi tra le foto scattate la scorsa estate, chino sul diario che hai scritto tappa dopo tappa. O magari sei un aspirante pellegrino (ricordami di tornare presto su questa parola), diciamo pure un pellegrino classico: uno di quelli che usa la macchina per andare dal panettiere dietro l’angolo, e ora che ti sei messo in testa di fare un milione e mezzo di passi, eh, non sai che pesci pigliare. E sia, dunque, parliamo di Santiago. E voglio davvero venirti incontro, per cui ti dico: non parliamo – per stavolta – del Camino del Nord, della Via de la Plata, dell’Aragonese, o del Portoghese, dell’eccetera eccetera, no. Parliamo proprio del top, quello che batte ogni guinness di presenze: il Cammino Francese.
(continua a leggere QUI)
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