Uscire da facebook e dai social

Playa de Cofete - Fuerteventura

Playa de Cofete – Fuerteventura

Mi sono disconnesso da facebook e dagli altri social per 1 mese.
Il giorno in cui ho annunciato questa “dieta”, molte persone mi hanno fatto i complimenti, come capita a chi annunci il proprio matrimonio, un’assunzione, la promozione ad un esame, la partenza per un lungo viaggio. La proclamazione di un cambio di vita. “Bravo!” dicevano, “anch’io prima o poi”.
Quello che segue è il sunto – in punti sparsi – di ciò che ho pensato nelle scorse settimane.

Lati positivi

  • Guadagni tempo. Quanto? Alcuni studi affermano che gli italiani trascorrono in media quasi 7 ore al giorno su internet, e di queste 2.5 ore sui social. Fanno più di 3 giorni sui social al mese.
  • Non sei investito dalla novità dell’ultimo minuto, con il carico di ansia dell’ultimo minuto. Sei tu a cercare i giornali e le riviste, non loro a trovare te.
  • Dove sono i tuoi amici? Che cosa fanno? Ti mancano. Inizi a pensarli. Li desideri.
  • Le vite degli altri, molti dei quali non conosci nella realtà, non ti assalgono più. Non ti assalgono le cazzate, le foto e le frasi superficiali. Le cattiverie, gli estremismi buttati là con nonchalance. La quantità di idiozie che prima ti tartassava quotidianamente è scomparsa. Quella quantità ti cambiava l’umore, ti faceva essere pessimista, arrabbiato. A volte provavi disgusto per le opinioni altrui. Ora l’umore è stabile. Hai di nuovo fiducia. Pensaci: quando sei in viaggio con altre persone non arriva sempre il momento in cui non le sopporti più e vuoi stare per conto tuo?
  • Ti dimentichi di tutti quei nomi che scorrevano sul tuo wall e di cui sapevi poco o niente. Ne senti nostalgia? No.
  • La prospettiva di pubblicare la foto del tuo piatto di gnocchi, una battuta, una supposta perla di saggezza o di condividere una notizia ti ha abbandonato. Ora, mentre leggi un giornale, leggi un libro, guardi un film, cucini, cammini, qualsiasi cosa tu faccia, sei colto da pensieri che appartengono solo a te. Di questi ne rimarranno alcuni che, forse, daranno vita a conversazioni. Finiranno nel tuo diario. In un racconto, in dei versi, in una lettera.
  • Perdi la dipendenza fisica dal telefono: perché lo guardavi in continuazione? Per le notifiche. Il telefono torna ad essere uno strumento, non la prosecuzione della tua mano. Sta in tasca. Tanto gli sms non li spedisce più nessuno. E tu non hai whatsapp. Non serve averlo sul tavolo o in mano in attesa di una telefonata, no?
  • Ancora sulle notifiche: prima spezzavano le ore, frammentavano la tua giornata. Ora il tempo è fluido, come quando cammini nei boschi. Spesso non sai che ora è, né te lo chiedi.
  • Se non sei un fotografo torni a essere un non fotografo. Non avendo nessuno a cui fare vedere la foto della strada scattata dalla tua finestra, a che pro scattarla? Se non sei un editorialista smetti di commentare qualsiasi cosa. Smetti di essere quello che non sei.
  • Gli amici cominciano a scriverti o telefonarti per chiederti dove ti trovi, cosa fai, come stai. Prima no, lo vedevano da fb che eri vivo. È bello quando qualcuno ti chiede come stai. Non ti chiedono cosa ne pensi della crisi internazionale, dell’ultimo caso di cronaca, del video coi gattini che montano i topolini. Ti chiedono solo come stai.
  • Prima ti barcamenavi tra decine di chat su messenger. Ti seppellivano valanghe di emoticon, faccine, gif. Ora le persone sono costrette a verbalizzare per interagire con te: scrivere una mail, impiegare del tempo. Scrivere una lettera costa fatica, chi lo farà avrà probabilmente qualcosa di importante da dirti.
  • Torni ad apprezzare gli sms. Quando te ne arriva uno non sei costretto a rispondere immediatamente. Chi te l’ha mandato non sa se l’hai letto. Hai tutto il tempo che vuoi, anche giorni. Soppeserai le parole. Riprenderai confidenza con la punteggiatura.
  • Torni ad apprezzare la mail. Non quella di lavoro. Caro, cara, è da tanto tempo che, vorrei farti capire come, spero di vederti presto, ti mando un abbraccio, stai bene, fatti sentire. La forma della lettera, la sua durata, l’attesa di una risposta covata a lungo.
  • La concentrazione: fare qualcosa senza essere interrotti ogni minuto. Svolgere un lavoro con cura e in meno tempo. Scendere in profondità.
  • Soprattutto: senti che stai recuperando la dimensione del segreto. Nessuno sa dove sei. Cosa stai facendo. Quale direzione sta prendendo la tua vita (forse nemmeno tu).

Lati negativi (in particolare se usi i social per lavoro):

  • Realizzi che di un lungo elenco di persone non hai né mail né telefono.
  • Ti perdi molte iniziative.
  • Hai la sensazione di essere tagliato fuori.
Monte de la Costilla - Fuerteventura

Monte de la Costilla – Fuerteventura

Bilancio

Come si vive senza facebook e senza social? Bene. Ma se il tuo proposito era “tornare alla vita di prima” non l’hai compiuto: è impossibile tornare indietro, fattene una ragione. Sarebbe possibile solo se tutti si scollegassero. Quindi, che fare? Magari darsi delle regole: non connettersi ogni giorno, o farlo dal computer e non dal telefono, o prendersi dei periodi di pausa periodicamente, o spiegare alle persone che, se ti scriveranno utilizzando un servizio di messaggistica istantanea, non risponderai immediatamente. O tutte queste cose assieme. Con la consapevolezza che è difficile, perché si tratta a tutti gli effetti di una dipendenza.
Oppure essere drastici: eliminare ogni profilo, scomparire.
È più facile smettere di fumare da un giorno all’altro o ridurre le sigarette gradualmente? A ciascuno il suo.
Buona dipendenza e buona disintossicazione a tutti.

Luigi Nacci

PS: le foto le ho scattate nelle ultime settimane

Parque de Timanfaya - Lanzarote

Parque de Timanfaya – Lanzarote

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5 risposte a Uscire da facebook e dai social

  1. La il@ ha detto:

    Ti farò sorridere: ho un vecchio cell che non riuscirebbe mai a connettersi, lo uso per telefonare, perchè penso che quella sia la sua funzione. Non ho quindi Whatsapp nè tantomeno altre App. Sono social via pc, questo è vero. Ma una volta spento (o non acceso) il computer, sono una persona libera. Quest’estate lo sono stata per un mese, con grande goduria e disintossicazione duratura. Ho fatto fatica a tornarci, lo sai..? C’è un uso “sano” dei social, ma è facile cadere invece nel vortice del rimbambimento, nessuno è esente da questo rischio..

  2. Rosemary Liedl ha detto:

    hai notato quanto è rumoroso il silenzio quando riesci ad ascoltare la vocina che avevi dimenticato dentro di te?

  3. luigi milani ha detto:

    Sei stato coraggioso e ammirevole, Luigi. E le conclusioni che hai tratto dall’esperienza “no social” mi sembrano molto sensate e… condivisibili (absit iniuria verbis)!

  4. Sabrina Moscatelli ha detto:

    Vabbèh … senza FB a Fuerteventura … e sticazzi! Fai senza social in periferia in the Middle Padania e poi vediamo 😉

  5. Velvet ha detto:

    Infatti al mio SMS di un mese fa non hai mai risposto 😉

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