Cammino di Santiago, Via Francigena: decalogo della partenza

 

Camino de Santiago, mesetas

Camino de Santiago, mesetas

 

Per l’intero anno alle spalle hai covato l’idea di partire. Hai letto guide, diari su internet, fatto domande in forum specializzati. Hai incamerato moltissime informazioni pratiche: come allenarti, come fare lo zaino, quali indumenti portare, ostelli, medicine, aerei treni autobus. Ma tutto il resto?

 

  1. Non stai andando a fare un trekking. Sei diretto a Santiago de Compostela o a Roma lungo itinerari secolari. Sono vie di pellegrinaggio. Che tu sia credente o no, stai per trasformarti in un pellegrino. Se credi, in senso stretto. Se non credi, in senso lato: sei uno che attraverserà i campi dopo aver abbandonato la propria casa. La tua carta di identità, la tua posizione sociale, i tuoi soldi lì non varranno a niente. Scrivi la parola “pellegrino” su un foglio, appoggialo sulla tua scrivania, accanto allo schermo del pc. Fatevi compagnia a vicenda a lungo, con dolcezza, con comprensione reciproca.
  1. Fai testamento. Fallo sul serio, pensando che stai per cominciare un viaggio senza ritorno. Comincia dalle cose grandi: case, terreni. Degrada progressivamente fino agli oggetti apparentemente inconsistenti: la penna, il temperamatite e così via. Ti ci vorranno giorni. Perché possiedi troppe cose. Infine passa all’immateriale: a chi la lasci la gioia che hai provato il giorno in cui è nata tua figlia? A chi l’allegria della festa di diploma trascorsa sulla battigia, o l’allegria euforica del primo bagno a mare dopo quell’inverno cupo? Lascia anche i lutti. Non scordare nulla. Ti ci vorranno settimane. Meglio iniziare subito.
  1. Hai offeso qualcuno e da quella volta non vi parlate più? Vai a chiedergli scusa. Vacci di persona se abita vicino. Non scrivergli un sms. Se è lontano, una lettera, una telefonata. Hai litigato con qualcuno e non vi siete più rappacificati? Fallo ora. Che importanza ha di chi fosse il torto. Qualcuno ti ha prestato qualcosa che non hai restituito? Portaglielo. Se non lo possiedi più, o non lo trovi, diglielo. A voce, per lettera, non un sms. Ti ci vorrà quanto, settimane? Meglio iniziare subito.
  1. Vai al cimitero a salutare i tuoi morti. Racconta loro del viaggio che ti accingi a fare. Sii prolisso quanto vuoi, i morti sono pazienti. Poi recati dai vivi che ti sono cari e che non stanno bene. Non aver paura del loro male, e non pensare che visitarli intristirà te o loro. Saranno le persone più felici per la tua partenza. Perché non hanno nulla da perdere, esattamente come te. Non siete legati da accordi economici, da scadenze lavorative, da patti. Quando diranno “pregherò per te”, o “ti penserò ogni giorno”, diranno la verità. Li porterai con te. Per cui vai con il tuo zaino, faglielo vedere e toccare, affinché possano sognare che ci sia un piccolo spazio anche per loro, là dentro.
  1. Sul lavoro ti faranno pressioni. Ti chiederanno di controllare la mail periodicamente, di tenere il telefono acceso, ti avvertiranno che, in casi eccezionali, potrebbe essere richiesto un tuo rientro anticipato. Tu sii intransigente come mai sei stato. Non inventare balle: non dire “non so se avrò rete”. Non sei tu a doverti giustificare. Di’ che sarai irreperibile fino al giorno X. Ripeti “irreperibile” con un sorriso deciso. Non arretrare di un passo o ti divoreranno. Sii fermo e sereno, saluta colleghi e capi con allegria. L’allegria, unita alla fermezza d’animo, non conosce avversari.
  1. La persona con cui vivi e i tuoi cari più stretti ti faranno molte domande: “ti farai sentire spesso?”, “mi prometti che mi penserai ogni giorno?”, “sei sicuro di stare bene?”, “sei sicuro che non sia una fuga?”, “mi vuoi lasciare?” e così via. Abbracciali tutti, dal primo all’ultimo. Dai loro conforto. Non comfort: conforto. Faranno quelle domande spinti dal terrore di essere abbandonati. Lo hai provato anche tu in passato. Non capiranno questo tuo bisogno di andartene per settimane, con uno zaino, senza aver pianificato tutto come al solito. Non dire loro del testamento che hai nascosto o stai per nascondere in un cassetto. Si preoccuperebbero. E non fare promesse che non sai se potrai mantenere. Di’ semplicemente loro che li ami e li penserai. Di fronte ad una dichiarazione d’amore ogni discorso cade.
  1. Ci saranno amici e conoscenti che ti diranno “beato te!”, “che invidia!”,”magari potessi partire anch’io”, “sei un grande!” e così via. Ti faranno sentire un supereroe. Un avventuriero, un esploratore d’altri tempi. Attenzione a non montarti la testa. Non stai per compiere un’impresa leggendaria. Però in qualche modo tu per loro rappresenti l’eroe che lascia la sua comunità, il mondo ordinario, alla volta di un mondo straordinario. Soprattutto gli amici che hanno viaggiato poco penseranno a te come un intrepido, non immagineranno draghi sputafuoco ma poco ci manca. Non smontare le loro illusioni, ringraziali, però poi pensa a te come qualcosa di piccolo. Togli le armature con cui ti hanno bardato, le armi che ti hanno consegnato, libera il cavallo bianco su cui ti hanno messo, tieni ben presente il punto 1. Sei soltanto una creatura che vaga per i campi, senza sicurezze.
  1. Organizza una festa. Invita tutti: parenti, amici, vicini di casa. I vicini di casa forse non li hai mai salutati. Una ragione in più per invitarli. Fregatene dei tuoi pochi metri quadri. Starete stretti. Di’ loro che festeggiate le partenze. Non solo la tua. Una festa per celebrare i prossimi viaggi di tutti. Prima che siate tutti ubriachi, chiedi chi ha voglia e tempo di dare un’occhiata alla casa in tua assenza. Le piante da innaffiare e così via. Ricordati di avere pronti più mazzi di chiavi. Uno è per il vicino di casa con cui non parli mai, il più solitario. A lui non dare le chiavi di fronte agli altri. Dagliele in un altro momento, senza cerimonie. Di lui, di cui non sai nulla, ti puoi fidare ciecamente.
  1. Il giorno prima di partire non andare a lavorare. La mattina vatti a tagliare i capelli, e se sei un uomo anche la barba. Il pomeriggio fai lo zaino, mettilo sul tavolo del soggiorno. Che stia in piedi, svettante, minaccioso. Trascorri la sera a fissarlo. Dopo un po’ inizierete a parlarvi. Ti ricordi il punto 4? Sarà qualcosa del genere. Non guardarlo come si guarda un oggetto. Lo zaino ti appartiene e tu appartieni a lui. È la tua casa, ci abiterai. Dimenticati delle cose che ci hai messo dentro. Una casa vive anche se vuota, anche se disabitata. Quante finestre e quante porte ha il tuo zaino? Prova a visualizzarle. Che sia una casa luminosa, arieggiata, accogliente. Passerai delle ore così, in questo stato di trance. Non dormirai. Credimi: quando varcherai la soglia, non avrai sonno.
  1. Mettere in pratica tutti questi punti è difficilissimo. Forse impossibile. Non ti crucciare se non ce la farai. Io non ci sono mai riuscito. Buon cammino.

Luigi Nacci

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Una risposta a Cammino di Santiago, Via Francigena: decalogo della partenza

  1. Max ha detto:

    E’ bellissimo, grazie… 🙂

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