We are The Rolling Claps. Andiamo a Venezia, ma Venezia non è la meta

Claps_Cividale_Venezia

Forse siamo in viaggio soltanto per lo stupore
Petr Král, Massiccio e crepacci

 

Si riparte. Per il sesto anno di fila i nostri piedi puntano Venezia. Quando abbiamo iniziato, nel 2010, non sapevamo quello che stavamo facendo. Eravamo in tre, partimmo da un piccolo borgo friulano, San Tomaso di Majano. I piedi iniziarono a farci male il secondo giorno, eppure al quinto giorno arrivammo. Furono giorni eccezionali, di formidabile amicizia. In cammino l’amicizia cresce a dismisura, ti investe, ti rovescia, non sai più chi tu sia, non sai più chi siano le persone che camminano con te, siete tutti nuovi, vi volete bene per quel che siete, vi volete bene soprattutto per quello che non siete, non vi fate promesse, non siete legati da patti, non vi dovete riconoscenza, non avete debiti, né crediti, non avete niente che vi unisca al di fuori di quell’amicizia nuova. Un’amicizia per l’amicizia. Un patto senza patto.

Ci rendemmo conto, una volta tornati a casa, che amavamo le nostre terre più di quanto pensassimo. E che quell’amore doveva essere alimentato dall’andare a piedi insieme, che dovevamo farci carico di quell’amore, per nessuna ragione avremmo dovuto lasciarlo andare. Se iniziammo a studiare le antiche vie, le strade un tempo percorso da donne e uomini alla ricerca di qualcosa che travalicasse se stessi, laici o credenti che fossero, fu sotto la spinta di quell’amicizia e di quell’amore. Sono più che sentimenti, sono modi di stare al mondo. Modi di contemplare e di osservarsi, modi di cominciare e concludere le giornate, modi di usare le parole, modi di perdere ciò che può essere perduto. Non avremmo più potuto farne a meno.

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Così nel 2011 partimmo da Trieste, non in tre, di più. E sempre di più di anno in anno. Nel 2012 da Cividale, nel 2013 da Erto, nel 2014 da Tarvisio. Aumentavamo a vista d’occhio, ci trasformavamo in uno sciame, senza fare nulla perché ciò accadesse. Si univano a noi persone che sentivano il bisogno di stare in quei modi, spinte anch’esse da un nuovo desiderio di amore e di amicizia. Oggi siamo una trentina di persone, anche di più. Non sempre camminiamo assieme, ma tutti abbiamo in comune la strada. La strada aperta, come diceva quel gran viandante di Walt Whitman.

Questa volta partiamo da Ravenna. Come di consueto, il 25 aprile. Arriviamo a Venezia il 1 maggio. Ci piace celebrare queste feste all’aria aperta, con gli scarponi infangati. Non siamo persone speciali, non siamo atleti, non siamo un gruppo organizzato, non chiediamo soldi per partecipare ai nostri viaggi, non vogliamo diventare un movimento. Vorremmo che altri facessero come noi. Che imboccassero la strada di fronte alla propria porta di casa, e si mettessero a camminare. Tutto qui, un gesto semplice. Camminare tanto per camminare, con una meta che non è una meta, insieme ad altri, che conosciamo o non conosciamo, legati da un patto che non è un patto.

Ci chiamiamo Rolling Claps. Andiamo a Venezia, ma Venezia non è la meta.

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