Compagni di Cammino

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È ora di calzare un’altra volta gli scarponi. Mentre lo pensi, fuori soffia la bora. È arrivata ieri, è arrivata come sempre, senza preavviso. Lo capisci dalle imposte che iniziano a sbattere, di notte, togliendoti il sonno. Mentre sei disteso sul letto, da solo, pensi al tuo caro amico, prossimo a sposarsi, al compito di grammatica che domattina consegnerai ai tuoi ragazzi, al libro che hai finito di scrivere, che non hai ancora pubblicato eppure ti pare già così lontano. Partito, anche lui, senza salutarti.

Le solitudini invernali hanno contorni netti, sono sagome delineate con esattezza sulle pareti delle stanze meno frequentate, sono le fotografie che avresti dovuto togliere dalle cornici, sono, in larga parte, i pensieri che ti portano indietro e avanti, quelli intorno alla vita che credi esserti lasciato alle spalle, e intorno a quella che credi di stare costruendo. Come se potessi sradicare la vita dal tuo intestino, spiattellarla sulla tavola della cucina, farla essere qualcosa al di là di te.

Se hai preso a camminare, anni fa, è perché volevi combattere quella solitudine dalle linee scure. Volevi godere della bora nera, della pioggia che non smette di battere sui vetri opachi, e di molto altro che fai finta di non ricordare. Camminare, dicevi, per opporsi a una vita che non va, che non può andare. Non era arroganza? Pensavi davvero che camminando avresti rivoltato il mondo? Non era tracotanza, non era prosopopea di basso rango, la tua?

Eppure stai per calzare gli scarponi ancora una volta. Continui a credere nel cammino, esattamente come nella poesia. Anche se di poeti ne incontri sempre meno. Forse perché tieni il capo chino, ti preoccupi soltanto di non cadere. Stai per calzare gli scarponi e metterti in cammino assieme a un gruppo di amici, di cui ti onori di far parte. E la solitudine dalle linee scure – confessalo – fa meno paura. Sai che tra qualche giorno sarai sugli Appennini, nella neve, seguendo le tracce del compagno che farà strada. E farai strada anche tu, quando servirà. Tutti i fallimenti che si annidano nel tuo zaino muteranno forma. Resteranno fallimenti, ma saranno sopportabili. Forse – speri – si scioglieranno nella neve.

Se vorrete unirvi a noi, sarete i benvenuti. Il sentiero non lascia fuori nessuno. Noi, nemmeno.

http://compagnidicammino.wordpress.com/

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2 risposte a Compagni di Cammino

  1. nacciluigi ha detto:

    Certo. Scrivi a Marina Pissarello: marina@cammini.eu

  2. massimo biagiali ha detto:

    Vorrei poter camminare con voi ma dal 24 novembre è possibile ?

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