La viandanza è già ricominciata

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(eccomi beato in mezzo a Sergio Staino e Andrea Satta, leader dei Tetes de Bois, poco prima del loro concerto, a Monteriggioni)

«Il viandante non canta, ma tiene una strada / dove l’unico ostacolo è l’aria. Fortuna / che di là non c’è il mare, perché il viandante / camminando tranquillo entrerebbe anche in mare / e, scomparso, terrebbe sul fondo lo stesso cammino».

Sono versi di uno dei più grandi poeti del ‘900, Cesare Pavese, a cui è stata apportata una modifica: si è sostituito “ubriaco” con “viandante”. Sappiamo che Pavese sarebbe stato d’accordo, perché l’uomo che immagina girovagare per le colline è a tutti gli effetti il viandante per antonomasia: ubriaco di tutto, desideroso di libertà, solitario ma ansioso di corpi da abbracciare, melanconico, sognatore.

Noi il Festival della Viandanza appena concluso lo abbiamo visto proprio così: popolato di donne e uomini che non si fermano davanti a niente, animati da coraggio e dubbi, che se potessero continuerebbero a camminare sul fondo del mare, diretti verso l’orizzonte.

Siamo stati fortunati, non ha piovuto. Ma se avesse piovuto siamo convinti che ci sareste stati comunque, esattamente come quando diluvia, nevica, c’è la tromba d’aria e voi, bomba o non bomba, partite lo stesso.

Vi siete alzati all’alba e siete andati a dormire a notte fonda, siete stati attenti ad ogni parola detta, avete fatto domande, avete ballato, avete cantato, siete stati aperti all’incontro con l’altro, ci avete fatto sentire bene. Siete venuti da lontano, con ogni mezzo, non ce lo dimentichiamo.

Il Festival della Viandanza, l’abbiamo detto all’inizio, lo ripetiamo ora, è un festival pericoloso, e lo sarà sempre di più, proprio grazie a voi. Vorremmo che non si esaurisse in 3 giorni, vorremmo che lo spirito di condivisione, la carica di utopia che ci ha investito a Monteriggioni non si esaurisse. Cercheremo di farlo, portando avanti il progetto del Manifesto della Lentezza, cercando nuove collaborazioni, andando in giro a parlare della nostra filosofia, spronandovi a viaggiare con noi, promuovendo le iniziative che meritano di essere conosciute, aderendo a cause che riteniamo giuste.

La terza edizione è cominciata il 2 giugno scorso, negli splendidi giardini di via Gramsci, all’ombra degli ulivi, quando ci siamo detti “arrivederci”. Continuate a starci vicino, abbiamo ancora tanta strada da fare assieme.

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