A piedi. Ancora una volta in direzione Venezia

Il nostro stemma disegnato da Ugo Pierri

Per il quarto anno consecutivo si va a Venezia a piedi. Tutto è iniziato per gioco, per curiosità, il 25 aprile 2010. Quell’anno alcuni volontari impegnati nel restauro dell’Ospitale di San Giovanni di Gerusalemme mi chiesero di seguire le orme dei pellegrini che, per secoli, di lì erano passati venendo da Nord, costeggiando poi il Tagliamento e arrivando a San Marco. Dissi di sì, coinvolsi un paio di amici. Partimmo con poche mappe e molta allegria.

In spagnolo si dice “el camino engancha”, il cammino aggancia. E noi fummo agganciati. Ci piacque non solo il fatto di camminare all’aria aperta, di celebrare la Festa della Liberazione on the road, ma anche la sensazione di essere in una sorta di Fiume della Storia, l’essere parte di una corrente in cui si erano bagnati i piedi di migliaia di uomini prima di noi. Viandanti, pellegrini, viaggiatori, vagabondi, gente pericolosa agli occhi dei più, perché sfuggente a definizioni chiuse, non inquadrabile socialmente, soprattutto non ricattabile: non vendiamo niente, non compriamo niente. Non ci sono differenze tra di noi. Abbiamo gli stessi bisogni e gli stessi desideri. Il cammino è, in sostanza, un’azione politica.

Da quella volta abbiamo preso a studiare gli antichi itinerari di viandanza delle nostre terre, quel Nordest che ha perso in larga parte il suo spirito di accoglienza. Abbiamo contagiato altre persone, le abbiamo agganciate, si sono unite a noi nel 2011, partendo da Trieste, nel 2012, partendo da Cividale, e da Erto, il prossimo 25 aprile. Ci siamo dati un nome: THE ROLLING CLAPS. Clap in friulano significa sasso. Clapa in triestino significa compagnia. Siamo sassi rotolanti, o compagnie rotolanti, o ancora meglio: una compagnia di sassi rotolanti. Clap in inglese significa applauso. Ma a noi gli applausi non interessano: camminiamo sulla terra, non sui tappeti rossi.

Organizzare un cammino di questo tipo non è facile, e non lo si fa da soli. Lo facciamo da volontari, ciascuno offrendo il suo tempo. C’è chi studia le mappe, chi fa i sopralluoghi, chi contatta le amministrazioni comunali, le parrocchie, le associazioni per chiedere ospitalità, chi chiama amici o parenti per preparare un caffè, un pasto o trovare un pavimento su cui stendere i nostri materassini, chi ci regala un disegno per il nostro stemma, chi si occupa di far stampare le magliette, chi ci aiuta a spargere la voce nei giornali e nelle radio, chi mette su il sito-web, chi scatta foto, gira video, chi manda a quel paese il suo datore di lavoro per unirsi a noi. Ciascuno fa secondo le sue capacità, le sue passioni, il suo tempo. Ogni contributo è prezioso. Diciamo “noi”, piuttosto che “io” (anche questa è politica).

Quest’anno partiamo dal Vajont. Sono cinquant’anni dalla tragedia. Abbiamo piedi corti ma la memoria lunga. Se vorrai incrociare i tuoi piedi con i nostri per qualche km, bere un caffè assieme, sarai il benvenuto. Le nostre tappe – insieme al diario che scriveremo giornalmente – le trovi qui: http://www.rollingclaps.org/veneziapiedi2013/

Il nostro sito, invece, che include i blog dei cammini che abbiamo fatto in passato, è questo (ci stiamo lavorando, piano piano lo riempiremo, avrai capito che non abbiamo fretta): http://www.rollingclaps.org/

Ci trovi pure su facebook, basta cercare la pagina “The Rolling Claps”.

Camminiamo perché, camminando, opponiamo l’umano al disumano.

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