Quale presente per le nuove generazioni e la poesia?

XIV Festival Internazionale Trieste Poesia

Martedì 29 novembre
Trieste, Libreria Lovat – viale XX Settembre 20 (c/o stabile Oviesse, terzo piano)
ore 17.00

Quale presente per le nuove generazioni e la poesia?

Quattro poeti, nati tra gli anni ‘60 e gli anni ‘80, che si sono trovati ad elaborare modelli diversi, in un contesto di cambiamenti sociali e politici simili. Nonostante essi vivano in una città dimenticata dai grandi sistemi culturali ed editoriali, vantano esperienze di festival, collaborazioni con riviste e blog di letteratura. Se a questi poeti non è stato consegnato un futuro, se lo sono costruito giorno per giorno. Ospiti della serata Gaetano Longo, Christian Sinicco, Mary B. Tolusso e Luigi Nacci.
L’incontro, moderato dal poeta Matteo Danieli, promette una nuova attualità per la poesia, proprio a partire da Trieste, dai suoi nuovi attori.

A seguire:
Presentazione di Vanità della mente di Gian Mario Villalta.
A cura di Edoardo Kanzian. In collaborazione con la rivista letteraria FAREPOESIA. Letture a cura di Agnese Ermacora.
Un’altra voce della generazione sopra citata è ospite della libreria per presentare il suo ultimo libro Vanità della mente (Mondadori) vincitore del Premio Viareggio – Rèpaci 2011 per la poesia. Oltre che autore riconosciuto Gian Mario Villalta è noto per la sua abilità nell’orchestrare «lo scambio di esperienze, i legami profondi ed estesi che esistono fra poeti nel Triveneto, così come a livello nazionale e internazionale», talento ben espresso nel festival pordenonelegge che dirige dal 2000.

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2 risposte a Quale presente per le nuove generazioni e la poesia?

  1. Vladimiro Rinaldi ha detto:

    Ci sono degli errori di battitura dei quali mi scuso,non riuscendo ora a correggerli

  2. Vladimiro Rinaldi ha detto:

    I POETI MIOIONO TANTE VOLTE

    Di Vladimiro Rinaldi

    http://Www.apoesidi.com

    I poeti muoiono piu’ volte

    Ma per fortuna resuscitano

    Sempre

    E qusto all’ establishment

    Di un mondo puatto

    Non sta bene

    Tu non ce li faresti

    Tenaci a tal punto

    I bei fiori del prato

    I verdi e curvi steli

    Dell’ erba

    Il rosso

    Disco cel sole

    Non dirmi non lo sai

    Se ci sara’ ancora Dio

    Domani

    C’e’ sempre

    Il tabernacolo

    E’ il cuore

    La’ dove nessuno li vuole

    Stavano e stanno

    i partigiani

    E le partigiane

    Coi loro sogni bellissimi

    Fiori calpestati poi

    Dai bugiardi

    non lo lvuole nessuno

    come figlio

    Un poeta pivero

    E sconosciuto

    Perche’ nessuno mai lo vuole

    Un poeta sconosciuto e povero

    Solo mia madre cosi’ bella

    Sempre

    Da non rimproverarmi mai

    Per queste stigme arcobaleno

    E luce di anima soave

    Ve lo diamo noi il DSM

    con gli operatori tutti da rifare

    Montagna terapia invisible

    Con la scusa dei magri budget

    La Poesia e’ salute mentale

    Si ‘ la poesia e’ salute mentale

    Della quale si ncessita

    Pure se poeta e’ preso a pietrate

    Questa superbia criminale

    Ha piu’ fan ai palazzi del potere

    Siccome guadagnano fin troppo

    E lui invece niente

    Devi essere almeno famoso

    Sennio’ che razza di poeta saresti

    Ti preferiscono al manicomio

    O agli arresti

    proprio non glie lo perdonano

    Ai pieta di essere nato

    Poeta ma chi ti credi di essere

    Creatura poeta non piangere

    Io ti voglio tantissimo bene

    E grazie per starci al mondo

    Per favore non morire mai

    E risorgi semipre

    2

    E grazie per starci al mondo

    Altrimenti deserto di rifiuti

    Reso da chi si crede importante

    E tantissimi soldi ruba

    Alla povera ed onesta gente

    Che si lascia macellare

    Illusi di starsi e divertire

    E che divertimento sarebbe

    Questo non vivere veramente

    A forma di numero

    E numeri ci considerano infatti

    I del quentoni del potere

    Narcisista e classista

    A Monte Citorio e al Quirinale

    Si sta tantissimo bene

    Ed in periferia invece

    Si sta tanto ma tanto male

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