Che ne sarà di me: sopravvivere a un cammino

Ed ora? Ora che accade? Ora si torna a casa. So che non vuoi. Sei arrivato a Finisterre, perché Santiago non ti bastava più. Sei arrivato al faro, hai sceso la scogliera, hai tentato di camminare sull’acqua ma non ce l’hai fatta. Lo so, le tue gambe volevano camminare ancora. Anche la tua testa, anche le tue pupille volevano. Però ora si torna a casa. Stai già pensando al prossimo cammino. Farò la Via de la Plata, o il Camino del Norte, o resterò in Italia, farò la Francigena, o andrò a Gerusalemme, non mi ferma più nessuno. E poi? Farai trekking in Anatolia, in Patagonia, in Australia? No, lo so che non lo farai, perché a te il trekking non interessa. Farai il Cammino di Sant’Agostino, l’iter aquileiense? No, non lo farai, perché non è la fede che ti fa macinare km, e le vie brevi non ti interessano. E allora che farai, rifarai ogni anno gli stessi cammini? Lo farai per qualche anno, poi ti annoierai. Ascoltami: torna a casa. Lascia passare qualche mese. Scrivi un diario, prima che i volti e i nomi delle persone scappino via. Non pubblicarlo, nemmeno in internet. Tienilo là, nel cassetto, come promemoria. Rimetti i piedi nel pantano. Quando i crampi allo stomaco verranno a farti visita torna qui, ti aspetta un esercizio.

(continua a leggere su “Fucine Mute”: QUI)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in laic pilgrimages e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Che ne sarà di me: sopravvivere a un cammino

  1. nacciluigi ha detto:

    Cara pellegrina, non è mai troppo tardi per fare lo zaino. Ho visto persone con una gamba sola, zoppe, molto anziane, malate, battere il sentiero con più forza di giovani aitanti. Che posso dirti? Ti auguro di trovare la forza e partire. Un abbraccio,
    Luigi
    ps: e se non te la senti di partire da sola, perché non farlo in gruppo? Dai un’occhiata qui: http://www.compagniadeicammini.it/it/

  2. artemide ha detto:

    Forse non ho più l’età per camminare in gruppo. I miei passi sono ora lenti, a volte incerti e affondano su sentieri fangosi .La meta del cammino non è più così chiara.,. Per questo ho provato commozione e rimpianto per i cammini non percorsi,per le paure che mi hanno frenato,per le opportunità perse. Aspetto l’invito per camminare veramente , pellegrino della vita con tutta la sua stanchezza addosso,con compagni senza parole inutili e con passi simili ai miei. I pellegrini arrivavano alla meta con gli abiti stracciati,a volte senza scarpe e i piedi feriti. Portavano solo se stessi Che sia questo il tempo per me pellegrina ,di sostare e partire per un viaggio interiore e in solitudine?.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...