Di cammino in cammino

Andare a Venezia a piedi, partendo dalla mia città, Trieste, è stata un’esperienza fantastica. Lo è stata per la bellezza dei campi, degli argini, dei canali, dei fiumi, dei ponti, dei paesini attraversati, e soprattutto per le persone, sia quelle che hanno marciato insieme a me, sia quelle che sono venute a far visita di sera, o quelle che ci hanno accolto generosamente. E’ senza dubbio un cammino che crescerà, perché non ha dislivelli, perché lambisce il mare, perché collega due città importanti, perché passa per luoghi e genti che hanno conosciuto la povertà e l’emigrazione fino a pochi decenni fa, perché parte dal confine, perché dopo Venezia puoi andare a Roma, o a Santiago, o da qualsiasi altra parte i tuoi piedi ti vogliano condurre.

Ora che le gambe sono calde e le vesciche sono scomparse perché rimanere a casa? Venerdì mi calerò in Toscana, a raggiungere due amici che, partiti da Milano il 26 aprile, sono diretti verso Roma. Il progetto si chiama “PA in cammino”, ed ha l’obiettivo di fare luce sullo stato della pubblica amministrazione, mettendone in rilievo soprattutto le innovazioni positive prodotte dall’impiego delle nuove tecnologie. Arriveremo a Roma il 9 maggio, tendini permettendo.

Vale sempre la stessa regola: se hai qualcosa da dirmi, calza un paio di vecchie scarpe, e vieni a cercarmi…

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